La Provvidenza di Aprile 2018

La Provvidenza (Aprile 2018)
Editoriale: 

A volte succede di essere tesi, arrabbiati, rassegnati e tutto ciò che ci circonda sembra riverberare una patina di tristezza e mestizia, quasi d’infelicità. Succede, ammettiamolo. Basterebbe in questi momenti avere la fortuna (la grazia) d’imbattersi in qualcosa di bello, quel bello che ti riempie di gioia, quel bello che è più forte del tuo momento “no”. Quel bello offerto, per esempio, dal sorriso di migliaia di bambini festanti per la città che assieme ai loro animatori, a genitori e amici, agitano in alto i ramoscelli di ulivo decorati per la festa delle Palme. È impossibile non rasserenarsi di fronte a spettacoli di tale bellezza gioiosa! Oppure quando si ha la fortuna di partecipare, anche solo per caso (o Provvidenza), alla Via Crucis dei giovani della Diocesi di Padova presso la nostra Casa: pure qui migliaia di giovani, non festanti ma oranti, in silenzio dietro alla Croce, all’interno del grande parco e poi in chiesa. E analogamente così anche in tante altre realtà.

Dio, Padre buono e provvidente, non ama vederci tristi e allora offre occasioni per alzare lo sguardo e cogliere non banalità, non gente triste o distratta, ma colonne di bambini e ragazzi gioiosi o intenti a pregare al lume dei flambeaux; pone davanti immagini, suoni, emozioni che ti rasserenano con il mondo, con te stesso. Basta saperli cogliere, e così il tuo sguardo, momentaneamente mesto, si ravviva, apre alla gioia del cuore.

La gioia e i sorrisi contagiosi, capaci di rompere ogni barriera, sono quelli che i nostri ospiti (sinceri e spontanei proprio come i bimbi e i ragazzi di cui sopra) offrono a tutti coloro che raccolgono l’invito dell’animatore, della suora, dell’amico, della Provvidenza insomma, di trascorrere un periodo nella nostra Casa. Sono momenti splendidi, particolari, che non si dimenticano facilmente, anzi non si dimenticano più.

In estate, ma anche durante il periodo natalizio e quello delle solennità pasquali tanti giovani giungono all’Opera per prestare un servizio di volontariato. C’è chi arriva timoroso per l’esperienza che si appresta a vivere e, dopo il primo sguardo di un ospite, riesce a farsi coraggio e respira golosamente ogni istante del tempo prezioso concessogli nella nostra struttura; c’è chi arriva generoso di buoni propositi, pronto a portare aiuto a chi ha più bisogno e riparte con lo zaino dell’anima colmo di aiuti ricevuti dai nostri ragazzi. È ciò che ci racconta, all’interno di questo numero, Riccardo, piacevolmente sconvolto da un sorriso regalatogli da un ospite. Sorriso inatteso che sancisce ciò che “padre Faber” (1814-1863) mette in semplici versi: un sorriso “arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante ma il suo ricordo rimane a lungo”.

 

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