La Provvidenza di Dicembre 2017

La Provvidenza (Dicembre 2017)
Editoriale: 

Natale, anche quest’anno, si avvicina a grandi passi. È atteso, forse troppo atteso, talmente atteso che già il 3 novembre, il giorno seguente la ricorrenza della commemorazione dei defunti, le pubblicità, i negozi e i centri commerciali, forzatamente,  ci hanno catapultato con luminarie ed addobbi nel clima natalizio. Ma non è qui il cuore del nostro Natale. Noi, anche se - e proprio perché - si tratta del numero di dicembre, desideriamo proporvi riflessioni diverse, assai divergenti da quelle usuali. Sperando di convergere insieme verso Betlemme.

 

È difficile immaginare quanto possa essere toccante un pensiero, anzi una poesia, scritta da un ospite del Centro Servizi “M. Kolbe” per un altro ospite dell’Opsa recentemente scomparso. Parole semplici e per questo dirette, parole che esprimono, certo, tristezza per la dipartita (Sto soffrendo tanto per questa mancanza) ma anche speranza, (Spero che il tuo Spirito sia conservato in Dio”); parole che trasudano amicizia, parole che chi non conosce l’Opera e i suoi straordinari ospiti, fatica a credere possano scaturire con così grande pathos.

È altrettanto difficile pensare come il partecipare ad una S. Messa per ricordare coloro che hanno lasciato “Casa Kolbe” sia un momento di vera serenità. Eppure ciò può accadere qui all’Opsa. Accade quando alla persona ammalata viene data dignità fino all’ultimo istante di vita, quando, come ricorda Papa Francesco, non si identifica la persona con la sua disabilità o con la sua malattia ma in ogni istante, fosse anche l’ultimo, le si riconosce una personale capacità di felicità. Se accade ciò, allora anche l’amorevole cura per la preparazione della celebrazione per far memoria al Signore dei defunti (dall’affettuoso invito rivolto ai familiari alla cura attenta del luogo della celebrazione, dall’ accompagnamento musicale fino al gradito momento di condivisione finale), può far venir in mente la tenera e amorevole preparazione del presepio in Famiglia: un tempo ben speso, un investimento di serenità. “Che strana associazione”, si potrà dire, ma tanto strana potrebbe non essere se le parole chiave usate da mons. Morellato nella celebrazione eucaristica sono “Vita” e “Luce” e se, al termine della S. Messa, i familiari tengono in mano l’immagine, offerta dagli educatori, di candeline accese, come quelle che alcune famiglie devote usano mettere fuori la notte della vigilia di Natale. Forse qui sta il collegamento al nostro semplice Natale, nella parola di Gesù: “Il sono venuto nel mondo come luce, perché chi crede in me non rimanga nelle tenebre” (Giovanni 12,46).

A tutti un sereno e felice Natale, ricco di preghiera e condivisione, di luce e di speranza.

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