La Provvidenza di Dicembre 2018

La Provvidenza (Dicembre 2018)
Editoriale: 

“Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”        (Lc 2,13): lunedì 24, vigilia di Natale, prima della S. Messa, i nostri ragazzi accorreranno a assistere alla benedizione del grande presepe in chiesa, presepe che al centro vedrà Gesù Bambino nella mangiatoia. Felici ed entusiasti come i bambini i nostri Ospiti, con i volontari ed il personale, saranno attorno al sacerdote in una nuvola d’incenso per scoprire il presepio e pregare. E si rimane sempre stupiti vederli sereni e assorti di fronte a quel piccolo bambino di gesso, che per i tanti adulti indifferenti spesso è solo una statua, bella artisticamente ma sempre una statua. Quale capacità hanno loro di “vedere”, di percepire cose che questi ultimi non sono più in grado godere? A loro quel bimbo nella mangiatoia parla, racconta.

Mons. Morellato all’inizio del suo articolo, riguardante la bellezza e correttezza di ammettere ai sacramenti i nostri Ospiti, alla solita domanda degli scettici: “Non capiscono, che senso ha dare loro i sacramenti?” risponde con l’efficace risposta di Papa Francesco: “Non capiscono loro o siamo noi a capire poco?”. Questa è la domanda giusta da farsi anche per quanto concerne il presepio, le statue  e gli allestimenti che lo costituiscono. Ma tornando ai sacramenti, chi ha la fortuna di frequentare, a vario titolo e motivo l’Opera, non può che confermare la profondità e giustezza del monito del Papa e cioè se siamo noi o le persone con disabilità a non capire che la bellezza e grandezza del dono di Dio che stanno ricevendo? Mons. Morellato parla di desiderio irrefrenabile e annota la “velocità con cui, gli Ospiti, formano le fila per ricevere la Comunione”. La stessa partecipazione si riscontra anche nel momento, pur triste, del funerale di un loro amico Ospite. Li si vede in chiesa avvicinarsi alla bara, accarezzarla e fermarsi alcuni istanti; si assiste ad un vero “arrivederci” all’amico, non ad un addio.

Leggendo “Ricordi di Natale in famiglia e in Monastero” delle nostre Monache della Visitazione non si può che restare ammirati e felici dal trasporto che provano per il presepio e per il tempo dell’attesa.  Si capisce subito che per loro il presepe era ed è la gioia vera in quanto nasce Colui a cui loro si sono consacrate in maniera totale.

Ed è con le loro parole che auguriamo a tutti, davvero, un Santo Natale: Il giorno di Natale era il giorno più bello. La tavola più bella era quella della mensa dell’altare. Il più bel dono era il piccolo Gesù che era venuto per vivere con noi nella povertà e nella gioia.

Auguri

 

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