La Provvidenza di Febbraio 2018

La Provvidenza (Febbraio 2018)
Editoriale: 

Febbraio è il mese che la Chiesa italiana dedica con particolare rilievo al tema della vita e della sofferenza. Se le pagine della nostra rivista ripropongono gli ultimi echi del periodo natalizio con le foto e i racconti delle iniziative che hanno coinvolto ospiti, personale, volontari e familiari, queste celebrazioni offrono l’occasione di riflettere sui temi che fondano il nostro operare, quasi a concretizzare e dare senso compiuto alle iniziative che andiamo a raccontare. In questo mese si celebrano infatti la quarantesima giornata della vita (domenica 4 febbraio) e la ventiseiesima giornata del malato (domenica 11 febbraio).

Per la giornata della vita i vescovi hanno scritto un messaggio - l’amore dà sempre vita – che riporta la centralità sulla cura e la promozione della vita umana in una società in cui altri valori sembrano avere priorità. L’invito che ci viene formulato è essere una comunità che “sa farsi samaritana chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata”, una comunità che cerca il senso della vita umana, dal suo nascere al suo naturale tramonto: un tema centrale anche nell’impegno pubblico dei cristiani di oggi, che richiede una retta formazione della coscienza sia in termini individuali che sociali. Il farsi prossimo, il farsi samaritani è un appello che accogliamo e rilanciamo anche per le attività e gli ospiti dell’Opera della Provvidenza: una chiamata a porsi accanto al fratello, compagni di viaggio in uno scambio arricchente per tutti. È l’invito che sempre più di frequente papa Francesco rivolge agli operatori della carità: non aziendalismo, non profitto, ma servizi in cui “la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura”.

Il messaggio che papa Francesco ha inviato per la celebrazione della giornata del malato, che si celebra proprio quando si fa memoria delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes, ha come tema centrale la frase che Giovanni riporta nel suo vangelo: “ecco tuo figlio, ecco tua madre”, la consegna con la quale Gesù lascia le sue estreme volontà d’amore. Una Madre avrà cura di noi, ci amerà di un amore senza fine e non ci lascerà soli come una mamma sa fare con i propri figli. È l’amore della Chiesa per i suoi figli. È la sollecitudine materna che ha ispirato e continua a ispirare tante iniziative di carità. È la Chiesa che fin dalle origini dell’Opera si è fatta samaritana di fronte alle tante famiglie che bussavano e bussano alle porte della struttura per chiedere accoglienza e ospitalità per un proprio componente debole e in situazione di difficoltà.

A Maria, Madre della tenerezza, vogliamo affidare tutti i malati nel corpo e nello spirito, perché li sostenga nella speranza. E la quaresima, che pure inizia in questo mese, ci apra proprio a orizzonti di speranza in cui la preghiera, accompagnata dal digiuno e dai gesti concreti di carità, sia il profumo di cui si riempie tutta la casa.

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