La Provvidenza di Settembre 2018

La Provvidenza (Settembre 2018)
Editoriale: 

“Alternanza scuola-lavoro” anche all’Opsa, che bella novità! Una novità peraltro, già presente fin da quando, nella scuola, è iniziata questa esperienza. La nostra struttura, pur se assai particolare, è stata ed è meta di richieste di giovani studenti desiderosi di utilizzare il periodo estivo per formarsi e crescere… e magari anche per evitare di trovarsi relegati a fare unicamente fotocopie o gli “spazzini” in qualche ufficio. Qui da noi all’Opera non c’è questo pericolo: le ore di alternanza scuola-lavoro davvero offrono il contatto diretto con una realtà forse difficile a un primo approccio, ma sicuramente arricchente e capace di dare strumenti per crescere “professionalmente” e, in primis, umanamente.

Sono stati numerosi gli studenti, di istituti diversi e anche non prettamente d’ambito sanitario e sociale, che quest’estate hanno “lavorato” all’Opsa. Li abbiamo visti fuori nel parco, nelle attività ricreative e nelle feste in comune nella grande sala oppure impegnati all’interno dei nuclei o in palestra. La cosa bella era che si confondevano con i giovani che negli stessi mesi sono arrivati all’Opera per prestare servizio di volontariato: così, adolescenti spinti da motivazioni diverse si sono trovati fianco a fianco per “aiutare” i nostri ospiti, i veri protagonisti della Casa. E questi hanno ripagato tutti, come sempre, con il massimo dell’entusiasmo e della genuinità, con la propria grande gioia di vivere, facendo sì che la propria Casa diventasse, per volontari e studenti, anche la loro Casa.

Noi che abbiamo la fortuna di lavorare a contatto con gli ospiti sappiamo di questa “restituzione” moltiplicata, frutto abbondante e gioioso che ha radici evangeliche. Con un aspetto sempre sorprendente, confermato anche stavolta dai discorsi e dalle testimonianze: sia per lo studente, sia per il volontario e ugualmente per il visitatore occasionale, l’aiuto portato risulta alla fine di gran lunga minore del beneficio ottenuto nel “servire” chi è nel bisogno. Servire gli ultimi è vera libertà perché è una tua scelta, è una tua libera decisione; a volte l’accidia o la pigrizia personali oppure il contesto economico e sociale in cui si vive ostacolano questa opportunità e scelta, lo sappiamo bene. Ma riuscire a ritagliarsi del tempo per dedicarlo a “servire gli ultimi” ti rende libero di scegliere di servire “Christo in fratribus”, impegno che qui all’Opera forse è più semplice, facilitato anche dal contesto di fede e di preghiera. Perché, come ricorda santa Madre Teresa di Calcutta, “abbiamo bisogno della vita di preghiera per essere capaci di vedere Cristo sotto le sembianze del volto sfigurato dei poveri”. Benvenuti, dunque, giovani studenti e volontari e grazie del servizio reciprocamente arricchente!

 

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