Opera della Provvidenza S. Antonio 1960 - 2010

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Cinquant’anni fa iniziò, con l’accoglienza dei primi nove bambini la storia dell’Opera della Provvidenza S. Antonio: una cittadella della carità che in soli cinque anni dalla progettazione era divenuta una splendida realtà. L’Opera fu ideata per accogliere quelle persone che, “ultime fra gli ultimi”, non potevano trovare adeguate risposte di aiuto nei comuni ospedali o nei centri di ricovero e la cui assistenza quindi era a totale carico delle famiglie, quando se ne potevano occupare.

Quante cose sono cambiate in cinquant’anni. Potremmo dire, davvero, che è cambiato il mondo. Anche della disabilità. I bambini di allora sono diventati adulti se non anziani; le religiose terziarie francescane Elisabettiane, oggi coadiuvate anche da due comunità di religiose provenienti dall’India, continuano a dedicare ogni energia, tempo e fatica agli ospiti; gli operatori di assistenza, pur mantenendo una forte motivazione umana e spirituale, hanno migliorato la loro formazione, la loro capacità di utilizzare tecniche e tecnologie un tempo impensabili; si sono introdotte nuove figure professionali per ancor meglio focalizzare l’attenzione alla centralità della persona con disabilità e ai suoi bisogni; il complesso dell’Opera pur conservando il disegno originale, innovativo per l’epoca, è stato completamente adeguato ai nuovi criteri di sicurezza e comfort. Quello che non è mancato, e mai mancherà, è l’abbandono fiducioso alla Provvidenza: Provvidenza che come un filo rosso ha intessuto tutte le vicende della Casa.

Cinquant’anni sono un traguardo da considerare con uno sguardo volto al passato e uno sguardo proteso al futuro. Pur nel rinnovato panorama dei servizi socio-sanitari per le persone con disabilità, dell’Opera della Provvidenza S. Antonio c’è ancora tanto e tanto bisogno: lo confermano le quaranta persone accolte nel primo semestre 2010 sia per periodi di sollievo sia in modo residenziale permanente. Senza contare la nuova realtà di  servizio dell’Opera della Provvidenza, il Centro Servizi Casa Madre Teresa di Calcutta per le persone affette dal morbo di Alzheimer, una nuova frontiera di carità che risponde ad una vera e propria emergenza sociale.

Uno sguardo al passato per fare memoria delle tante persone che all’Opera hanno lasciato un segno, uno sguardo al futuro cercando di cogliere quali siano le nuove frontiere di servizio che interpellano una realtà come l’Opera della Provvidenza che sempre vuole porsi, in continuità con i suoi cinquant’anni di storia, come segno profetico dell’Amore preferenziale di Dio e della Chiesa per i soggetti più deboli della società, testimone della carità operosa delle nostre genti.

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