Claudio

07/08/2008

IL PROFUMO DI CRISTO. Nella settimana dal 21 al 27 luglio, il seminario di Treviso ha proposto, alla classe di seconda teologia, cioè a me (Claudio) e Paolo, di fare una esperienza di carità presso l’Opera della Provvidenza S. Antonio di Sarmeola di Rubano.

E’ infatti previsto dall’itinerario formativo del seminario che ogni estate, divisi per classi, si faccia una esperienza di servizio in una realtà differente ( Nostra Famiglia, OPSA, Cottolengo di Torino ecc.).

Questo tempo di servizio, è per noi seminaristi molto prezioso, perché ci permette di vivere nel concreto e con grande intensità la carità verso “i piccoli” che Gesù ci invita continuamente a servire. Durante l’anno, infatti, l’impegno maggiore è quello dello studio e non abbiamo molto altro tempo per incontrare realtà quali ad esempio quella della disabilità.

Sia io che Paolo siamo giunti all’OPSA con grande entusiasmo, pur non avendo particolari attese, ma con la volontà di vivere questa esperienza accogliendo giorno per giorno le sorprese di vivere per una settimana con dei fratelli così particolari (in genere le sorprese non mancano!!!).

La settimana si è svolta tra il quotidiano servizio, le lunghe passeggiate con gli ospiti nei corridoi e in giardino, la messa e il rosario che suor Paola ci ha “invitato” ad animare e dei bei tempi di gratuità trascorsi in compagnia di altri tre volontari presenti in concomitanza con noi quella settimana.

Io ho prestato servizio nell’infermeria maschile, dove ero già stato altre volte negli anni scorsi. Questo mi ha agevolato molto perché conoscevo già tutti gli ospiti stabili dell’infermeria e vari operatori, cosicchè ricordavo abbastanza come relazionarmi e quali fossero le attenzioni da avere. Nonostante ciò, come dicevo prima, le sorprese non mancano mai… ogni giorno la “luna” di Aimone cambia, i desideri di Angelo mutano, le sigarette di Roberto finiscono, c’è chi nello stesso giorno è di ottimo umore e sorride e chi è di pessimo umore e non lo smuovi in nessun modo. Tutto si svolge come in una grande famiglia dove ci sono baruffe, scherzi, prese in giro, problemi ecc.

Anche per Paolo che non aveva mai conosciuto prima la realtà dell’Opera, è stata una esperienza molto coinvolgente. Lui ha prestato servizio al 3° piano di Casa Giovanni XXIII e come me ha trovato un clima di grande familiarità anche da parte degli operatori e della suora.

Alla fine della settimana ci siamo confrontati per fare un po’ di bilancio sull’esperienza trascorsa e a tutti e due è venuto spontaneo affermare che è stato un tempo di grande arricchimento sia sul piano umano che spirituale; la realtà dell’OPSA ci ha permesso di sperimentare in modo più intenso quel “profumo di Cristo” di cui parla san Paolo, cioè di aumentare la conoscenza dell’amore di Gesù.

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