Marcello

14/08/2010

Appena si è aperta la porta del 1° S. Luigi e sono stato avvolto dalle grida di Giuseppe (un ospite che mi sarà poi presentato), ho pensato: “Ma cosa faccio qui?”, “Perché sono venuto?”. Domande che mi ero posto in precedenza senza trovare alcuna risposta adeguata. O meglio i dannati ritmi affrettati, fuori dall’OPSA, mi avevano impedito di soffermarmici approfonditamente.

Poi tutto ad un tratto mi presentano Marco: un ragazzo di 25 anni con una testa piena di riccioli neri e due occhioni scuri.

“Uno, due, tre e via!” (è la frase che Marco ripete almeno ogni due minuti) e siamo entrati in sintonia. Mi ha accolto nella sua vita. Per alcuni giorni arrivavo la mattina verso le 9 e poi alle 15, e lui, davanti all’ascensore, ripetutamente mi accoglie ridendo e gridando “Ello!” (dovrebbe essere il mio nome), “Eccolo!”, “Andiamo giù?” e mi stringe forte le gambe.

Passeggiando in  carrozzina ormai sappiamo entrambi che al suo “Unooo”, Marco tirerà il freno e al suo ennesimo “Uno, due, tre, via!” lo lascerà e si riparte. Ovviamente a razzo!!!

Oggi è il mio ultimo giorno qui e il solo pensare che stasera saluterò tutti mi sta logorando il cuore. Non so come reagirò alle 18. Non so se Marco capirà che ci saluteremo definitivamente. Non so come sarà la sua vita da domani quando alle 9 “Ello” non uscirà dall’ascensore…

Mistero! Pochi giorni vissuti sul pianeta OPSA e vedi il mondo con una prospettiva diversa, insolita. Non dimenticherò questi giorni. Ricchi dei più forti e toccanti gesti d’amore verso il prossimo. Da parte degli operatori e in particolar modo da parte degli ospiti, verso di noi e tra essi. Gli ospiti! Quelli che, prima di entrare al S. Luigi, ritenevo persone “non normali”, diverse, semplicemente da compatire ed aiutare.

Aiutarli. Questo doveva essere il mio scopo in questi giorni. Ma credo di non averlo raggiunto in pieno. Gli abbracci, i baci, i sorrisi ricevuti, hanno fatto invertire i ruoli!

Chiudo queste righe con una domanda: “Adesso chi sono i normali? Chi i diversi?”

Grazie Marco, grazie Mario, grazie Antonello, grazie Giovanni, grazie Lino [ospiti del 1° S. Luigi].

Marcello - Mogliano (TV)

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