Sr Francesca e Sr Monica

22/08/2009

Esperienza dei giovani del V.I.G. (Volontariato Internazionale Giovani)

…le storie di vita sono “approccio”. Sono un punto di vista generale, una sorta di opzione etica il cui messaggio è il seguente: “Finché non avrai chiesto a chi ti sta di fronte almeno qualche frammento della sua Storia (Biografia), sospendi ogni giudizio. Infatti l’ascolto di una storia di vita è la precondizione culturale, è – se immediatamente seguita e inframmezzata dal racconto della propria – il requisito in fondo antichissimo e simbolico che accende una possibile relazione tra sconosciuti…

Far sentire alla persona che non deve aver paura della propria storia ma che, anzi, ha storie originali, evocatrici del “lontano”, forse di “viaggi”, farla sentire unica, importante agli occhi dell’altro, è la cosa più importante da esprimere e tradurre…come opportunità di incontro spontaneo delle storie diverse di ciascuno. (D. Demetrio)

 “Ciao, come te ciami?” Alla domanda segue un grande sorriso e uno sguardo intenso…forse in attesa di una risposta…

E’ ciò che caratterizza il clima e lo spessore di Vita che si respira qui all’OPSA.

…L’OPSA offre non solo una grande casa attrezzata (suddivisa in piccoli appartamenti) pronti ad accogliere gli ospiti, curarli e proteggerli, ma soprattutto, offre una dignità e una condizione di uomini che, forse, sono state sostanzialmente negate. Fede, carità, preghiera e fiducia nella Provvidenza sono i pilastri che guidano i passi e la storia.

Oggi l'Opera della Provvidenza è una grande realtà al servizio degli "ultimi" (può accogliere più di 700 persone in situazione di handicap grave psichico e/o fisico) e permette a tutti di toccare con mano il valore di un' idea, la potenza della Provvidenza e la forza della Carità…

…Il sorriso e il “ciao!” accompagnano ogni attimo della giornata, dal suo generarsi al suo tramontare, accompagnano ogni spazio, ogni fessura e ogni persona che abita questo luogo e che, con cura, quotidianamente lo custodisce frammento dopo frammento, talvolta nel silenzioso anonimato.

Mi avvio alla porta di uscita che porta al grande giardino e subito sono avvolta dal calore del sole e della terra tipico dell’estate; spingo la carrozzina, è con me, un’ospite… la mia mano tra le sue, il suo sguardo, apparentemente distratto, sembra cercare qualcuno… ci accostiamo all’ombra di una grandissima magnolia e una voce: “come te ciami?”

Mi chiamo “M… …” è in quell’istante, in quel ripetersi di un semplice, ma essenziale saluto, che il suo cuore si sente accolto, ha ritrovato ciò che forse cercava!

Le sue mani stringono ancor più forte le mie, è l’emozione gioiosa del “ritrovarsi”, gli sguardi si incontrano e il Bene si fa carne. (Non ci saranno parole). Sembra oramai un rito, quel saluto, poiché in ogni ripetersi di quel gesto si genera l’attimo di festa e di gioia; si genera l’incontro che avvicina due o più persone facendole sentire UNICHE, IMPORTANTI, FELICI! Si genera un quotidiano ma essenziale incontro!!!

Mentre sostiamo, sotto quella magnolia, i miei occhi sono catturati dalla “bellezza” di un’Icona vivente che caratterizza questo luogo: sono le mani amorevoli di un operatore, che lentamente e con cura si muovono su quel corpo….apparentemente senza vita. E’ in quello sguardo deciso ma benevolo, in quelle sue essenziali e semplici parole pronunciate con decisione e tenerezza che accompagnano e spingono quel lettino un cui ritrovo Te Amico! Sono parole che nascono dalla passione per la Vita e sembrano sottendere questo messaggio: “ Dai che ci sei, ce la fai!”

Mi accorgo che in quei gesti raccolti, vissuti, in quelle parole e negli incontri degli operatori con i “loro” ospiti tutto ha un unico fine: “Tu sei importante! Tu sei unico.”

Lentamente il mio cuore di donna, la mia storia, la mia persona si chinano di fronte a tanta pienezza e “vita” ed esprimo a Dio la mia lode: “Tu sei Buono Signore! Grande nell’Amore”.

A voi carissimi giovani, che non noi, avete condiviso questa esperienza di Vita: Grazie! Grazie per aver sostato di fronte al Mistero della persona e della Vita prima ancor “di aver fatto qualcosa”; grazie per esservi chinati di fronte alla loro storia al loro essere. Grazie perché il vostro esserci e le vostre cure sono diventate Vita: Tu sei importante! Tu sei unico!

sr Monica e sr Francesca - suore Maestre di S. Dorotea

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