Comitato Etico

Ci sono temi del nostro vivere sociale, che attengono agli ambiti della salute e della dignità della persona e che hanno degli importanti risvolti etici, che per il loro grado di complessità e gravità abbisognano di un indirizzo, un orientamento, di una valutazione da parte di persone particolarmente competenti e di esperienza.

Questa è l’idea portante che ha indotto il legislatore a concepire i Comitati Etici all’interno delle strutture sanitarie. Temi come l’assistenza psicologica nel fine vita, il ruolo dei sanitari in questo percorso, gli adeguati sostegni ai malati inguaribili in condizioni di sofferenza, le aggravanti dovute al fatto che i soggetti possono essere intellettivamente fragili o anziani non autosufficienti … sono gli ambiti che chiamano in causa i Comitati Etici ad esprimere pareri in materia. Tali pareri non sono prescrittivi e vincolanti[1] per i professionisti che poi dovranno operare le scelte, ma sono un supporto autorevole e competente proprio in vista di una scelta responsabile.

Anche all’interno dell’Opera della Provvidenza S. Antonio è stato costituito, con Deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 2 novembre 2019, il Comitato Etico per la Cura e la Buona Assistenza della Persona.

É un organismo indipendente, costituito da personale sanitario e non sanitario e rappresenta uno spazio di riflessione etica, autonoma e interdisciplinare, per promuovere la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e la volontarietà dei trattamenti sanitari nei limiti imposti dal rispetto della persona e della sua valorizzazione.

Più concretamente possiamo dire che i compiti fondamentali del Comitato sono:

- l’analisi etica di casi clinici e problemi assistenziali di rilevanza etica;

- lo sviluppo di raccomandazioni e indirizzi di carattere etico e/o valutazione etica di procedure operative e organizzative;

- l’educazione e la formazione in materia di bioetica e sensibilizzazione degli operatori, dei familiari/caregivers e della cittadinanza;

- il contributo alla riflessione sul tema dell’allocazione e dell’impiego delle risorse.

Possono presentare istanze al Comitato gli ospiti dei diversi Centri Servizi dell’Opera della Provvidenza S. Antonio e i loro familiari/caregivers, tutori e/o amministratori di sostegno; i professionisti, gli operatori e i volontari che operano in essi; gli organi direttivi dell’Opera stessa.

Il Comitato è composto da sedici componenti (sia membri esterni , cioè non dipendenti dell’Opera, sia membri interni, dipendenti dell'Opera), designati con propria deliberazione dal Consiglio di Amministrazione dell’Opera. I membri rappresentano i diversi ambiti disciplinari e vengono scelti tenendo in considerazione la loro competenza e la loro esperienza in ambito clinico, sociale, amministrativo, assistenziale, del volontariato e del campo della bioetica.

Il Comitato dura in carica tre anni.

Nella sua prima seduta del 24 gennaio 2020, è stato eletto come Presidente Mons. Renzo Pegoraro, presbitero diocesano, direttore scientifico della Fondazione Lanza, Cancelliere della Pontificia Accademia per la vita.

[1] Sono vincolanti solo in materia di sperimentazione di dispositivi medici e farmaci.